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Una microcosmica nocciolina




Si è disquisito molto su cosa sia e non sia politico. Credo che da questo festival non ci aspettavamo un contesto musicale distaccato da dinamiche sociali e culturali, non per il momento storico che stiamo vivendo. E anche se accendiamo la tv per ascoltare le canzoni, stiamo tuttə attentə ai testi, ai segnali del corpo, e ai discorsi prima e dopo.

Stiamo seduti sui nostri divani aspettando che tuttə dicano qualcosa.

Su Gaza? Sulla violenza di genere? Sul femminismo? Sulle discriminazioni? Sull'ambientalismo? Sulla crisi climatica? Sulle guerre nel mondo? Sulla Meloni?

Come la si vuol mettere, noi aspettiamo e aspettiamo più ciò della musica stessa e del ballo del "qua qua".

Perchè?

Perchè abbiamo bisogno di sentirci rappresentatə. Perchè il Governo, ogni qualvolta sarebbe opportuno si esprimesse, non lo fa. Non ci rappresenta.

Allora cerchiamo la rappresentanza in altri luoghi, in altre situazioni, a Sanremo 2024.

Siamo talmente bisognosi di rappresentanza che andiamo fuori dalla politica per trovare politica. Per questo, caro Dargen, e in questo, ti abbiamo definito "politico".

E allora vi dico che io vorrei scrivervi di quanto le donne in questo festival stiano facendo finalmente la differenza per la musica italiana. Di come Angelina Mango calpesti il palco di Sanremo come la più brava performer degli ultimi 50 anni, di come il testo della canzone di Rose Villain sia un inno all'autoaffermazione di sè, di come il coraggio di Alessandra Amoroso, nel raccontare del periodo buio causato dal cyberbullismo subito, sia stata una boccata d'ossigeno.



E ancora, di come Big Mama (che per me ha già vinto) abbia sfidato le convenzioni e il patriarcato dedicando la sua esibizione alle persone queer, di come il monologo di Teresa Mannino abbia colpito in pieno le balls degli uomini, bianchi, occidentali, con annesso la visione "virile" e saccentemente sessista che si portano appresso.



Ma, mi sento in dovere di raccontarvi della più autentica rappresentanza, non scontata, che ho visto a Sanremo 2024, ad oggi.

Kant stesso dice che “la repubblica c’è quando ci sono libertà, uguaglianza e rappresentanza” . Non cito Kant a caso e a caso non cito il discorso del maestro Giovanni Allevi. Per molti anni ho avuto come descrizione del profilo personale Instagram la frase kantiana Il cielo stellato sopra di me e la legge morale in me.





Quando Allevi, nel suo discorso allude al permanere in noi di un qualcosa che va oltre il continuo volteggiare infinito del cielo stellato e il perpetuo e inevitabile mutamento umano, capisco che allude a quella legge morale di cui Kant tanto decantava nella sua Critica della Ragion Pura e da cui io traevo ispirazione.

Questa è rappresentanza a tutti gli effetti.

Sentirsi parte di un tutto nella condivisione della più celere delle condizioni umane: la mortalità.

Guardando tutto da una prospettiva meno antropocentrica, sapendo che ogni cosa si evolve perchè è destinata a concludersi, l'unico appello che dobbiamo a noi stessə è ricordarci di essere una microcosmica nocciolina immersa in un cielo stellato che non può smettere di volteggiare, mai.


Grazie Giovanni.

Grazie Maestro per avermi, averci rappresentatə.





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